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Visione Artificiale ?

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Qualche considerazione sull'intelligenza artificiale

Il riconoscimento delle immagini attraverso elaboratori elettronici è un campo di notevolissimo interesse scientifico e pratico.

A partire dagli anni '60, in coincidenza con la comparsa dei primi "super calcolatori", ci si è immediatamente accorti di quante potenzialità potesse riservare il settore che presto venne soprannominato Visione Artificiale. La possibilità di dotare una macchina di un "senso" tipicamente umano, era ed è, un'avvincente sfida tecnologica in grado di coinvolgere diversi settori della scienza e anche della medicina. Una panoramica più ampia inserisce la visione artificiale nella grande area della Intelligenza Artificiale, che cerca di dotare una macchina di capacità "superiori", normalmente attribuite solo alla mente umana. Quest'ultimo settore, come è facile immaginare, anima grandi discussioni attorno a problematiche etiche, scientifiche, tecnologiche ed anche religiose; queste, coinvolgono molti studiosi delle diverse discipline e il quesito principale che essi si pongono è: "può una macchina pensare come un uomo?".

Ci si rende ben conto di quanto il problema sia tuttora aperto, e, tra le cause dell'attuale crisi dell'Intelligenza Artificiale, un posto è occupato dall'accanimento con cui si combattono umanisti e scienziati o, comunque, tra coloro che rimangono inorriditi al pensiero di una macchina intelligente e, gli altri, che affascinati dalla meta, insistono nel dimostrare tesi in grado di supportare l'affermazione della macchina pensante. Inoltre, in questo ultimo gruppo è possibile delineare un'ulteriore distinzione tra i cosiddetti logici e neuronici. I primi, rappresentano l'area conservatrice dell'Intelligenza Artificiale. Questi, infatti, sostengono che la conoscenza è formalmente rappresentabile, sebbene ammettano che la capacità di formare la conoscenza, quindi abdurre dal mondo reale, sia una prerogativa esclusivamente umana. Il principale prodotto di questo punto di vista sono i Sistemi Esperti, che utilizzando il supporto della logica formale (per questo sistemi logici) ed il calcolo dei predicati, riescono, con ottimi risultati, a codificare la conoscenza e l'esperienza di un esperto e a renderla consultabile a chiunque. Il Sistema Esperto è come un consigliere in grado di rispondere ad un certo numero di domande e di trarre conclusioni sensate sul problema per cui è stato pensato. Ovviamente, la conoscenza contenuta del Sistema Esperto non può che essere prelevata da un uomo.

I Neuronici sono invece convinti che, basandosi su modelli dell'elaborazione del nostro cervello, è possibile riuscire a riprodurre il meccanismo operato dalla nostra mente. Ma, a mio avviso, il limite maggiore di questo principio proviene dalla scarsissima conoscenza che si ha dei meccanismi che regolano la mente umana. Quest'area dell'Intelligenza Artificiale basa le sue teorie sul modello del neurone, cercando di riprodurne il funzionamento con simulazioni software o con appositi circuiti hardware. Questo approccio, però, deve fare i conti con la sfida che ci pone il cervello umano; il quale, sebbene pesi meno di 2 chili, contiene circa 100 miliardi di neuroni (paragonabile al numero delle stelle della nostra galassia).Quindi, ammesso che fosse possibile, attraverso la simulazione di aggregati neuronici, ottenere un meccanismo pensante, è, però, attualmente impensabile realizzarne così tanti su un chip o in una simulazione software. A complicare le cose, c'è il fatto che il numero delle cellule non è sufficiente a spiegare il funzionamento del cervello. I modelli di reti neurali artificiali cercano di riprodurre il funzionamento del cervello con la convinzione che in questo modo si riesca ad ottenere prestazioni simili.

Questa specie di competizione, a mio parere, ha prodotto una complessità ed una diffidenza a riguardo del problema che trova limiti applicativi . In particolare, lo sforzo e la complessità necessarie a fornire o a dimostrare "plausibilità biologica" nelle applicazioni neurali ha poca importanza nelle applicazioni industriali, dove al contrario, sono richiesti, oltre che economicità, soprattutto semplicità ed efficienza. Inoltre, secondo me, la "concorrenza" tra Logici e Neuronici è fortemente improduttiva visto che essi intervengono su categorie e problemi differenti.

Infine, non meno importante è la considerazione che al di là del nome Intelligenza Artificiale, questi sistemi rappresentano metodi alternativi alla soluzione di problemi complessi in cui non esiste un algoritmo risolutivo, oppure è molto complicato formalizzarne uno. Quindi, sarebbe meglio non pensare più all'intelligenza artificiale come alla riproduzione delle capacità umane e cominciare a considerarla come la soluzione di una categoria di problemi "diversi" da quelli trattabili con l'informatica tradizionale.

Questo tipo di approccio limita gli obbiettivi dei sistemi intelligenti, che non devono più dimostrare di essere intelligenti come il cervello, ma di essere funzionanti.

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